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sabato, 05 febbraio 2005

Al pascolo è ufficialmente deceduto.
se mi volete, a volte, sono qua. 
di RedmondBarry , alle 15:27 | commenti (2) |

sabato, 27 novembre 2004

// :-)


di RedmondBarry , alle 13:04 | commenti (14) |

mercoledì, 24 novembre 2004

// più forte non si può


di RedmondBarry , alle 19:25 | commenti (1) |

mercoledì, 24 novembre 2004

// gli eroi son tutti giovani e belli

Non ci avevo mai pensato, neanche quando sul mio blog c'era la mia fotina. Ma ora che ci penso, a dire il vero non mi piace molto sta cosa di vedere la faccia di chi scrive. E ancor meno mi piace il faceroll che alcuni blogger espongono.
Nell'idillio grafo-meritocratico del blogging viene aggiunto il fattore facciosità. Ho quattro fotine e clicco sopra alla faccia più facciosa, con la segreta e mal riposta speranza che a tratti somatici piacevoli (perdio, rari!) corrispondano altrettanto piacevoli tratti mentali.
Però io son rimasto parecchio deluso. Ci son blogger che scrivono in modo divino e mi immaginavo che a tale bellezza di stile corrispondesse una certa classe e armonia dell'aspetto in una fulgente dimostrazione di calocagazia.
E invece son brutti, fisicamente insignificanti quando non pelati ciccioni. Oh beninteso, niente di male a essere brutti e intelligenti o anche brutti e stupidi. Solo che ci rimani male. Come quando parli in chat con una persona per mesi e poi ti capita di vedere una sua foto. Insomma, lasciamo che la bellezza la vinca. E se non può essere quella fisica almeno sia quella logico-sintattica.





di RedmondBarry , alle 15:04 | commenti (6) |

domenica, 14 novembre 2004

// ...
Questo blogging insensato mi sta annoiando. Magari mi dedico per un po' ad altro e qua ci vengo solo se ho qualcosa da dire.
di RedmondBarry , alle 13:05 | commenti (8) |

giovedì, 04 novembre 2004

// indipendent


chissà quanto costa fare l'abbonamento...

di RedmondBarry , alle 18:20 | commenti (6) |

mercoledì, 03 novembre 2004

// america


La paura ha vinto. La paura durerà.

di RedmondBarry , alle 12:13 | commenti (11) |

venerdì, 29 ottobre 2004

// io ci credo



di RedmondBarry , alle 16:15 | commenti (5) |

mercoledì, 27 ottobre 2004

// la sagra del listone 2
[copiata da stil]

1) QUELLA CHE VORRESTI AVER SCRITTO TU : Ultimo amore - Capossela
2) QUELLA CHE VORRESTI FOSSE STATA SCRITTA PER TE :Eugenio -DeGregori
3) QUELLA CHE TI FA VENIRE IN MENTE LA TUA INFANZIA :Matilda -Harry belafonte
4) QUELLA CHE RIASSUME LA TUA ADOLESCENZA : Bohemian Rapsody - Queen
5) QUELLA CHE TI FA VENIRE IN MENTE UN EX "AMANTE": Bianca - Afterhours
6) QUELLA CON CUI VORRESTI SVEGLIARTI: Shine on you Crazy Diamond - Pink Floyd
7) QUELLA CHE VORRESTI PER UN TRAMONTO: Perfect Day - Lou Reed
8) QUELLA DA SUONARE CON GLI AMICI SULLA SPIAGGIA : La Locomotiva - Guccini
9) QUELLA CHE TI FA VENIRE VOGLIA DI BALLARE :Brick house - The commodores
10) QUELLA CHE NON VUOI SENTIRE MAI : se non la sento mai non la so.
11) QUELLA CHE ODIAVI MA ADESSO AMI: Khorakhanè - DeAndrè
12) QUELLA CHE VORRESTI AL TUO MATRIMONIO : Il mio ruolo - Afterhours
13) QUELLA CHE VORRESTI AL TUO FUNERALE : Everybody's got something to hide except from me and my monkey - Beatles
14) QUELLA CHE DESCRIVE PERFETTAMENTE UN MOMENTO DELLA TUA VITA: che momento?
15) QUELLA CHE TI PIACE NELLA COLLEZIONE DEI TUOI GENITORI: Sunday Morning 3 A.M.- Simon & Garfunkel
16) QUELLA CHE PIACE AI TUOI GENITORI NELLA TUA COLLEZIONE: The girl from Ipanema
17) QUELLA CHE NON CONOSCERESTI SE NON FOSSE PER UN TUO AMICO: The Blower's Daughter - Damien Rice
18) QUELLA CHE TI FA VENIRE IN MENTE LA PRIMA COTTA: Seduti in riva al fosso - Ligabue
19) QUELLA CHE TI FA PENSARE AL SESSO: Get down, Make love - Queen
20) QUELLA CHE TI FA PENSARE ALLA SOLITUDINE: Incontro - Guccini
21) QUELLA PER QUANDO SEI INCAZZATO: Bullet in The Head -RATM
22) QUELLA CHE DEDICHERESTI A …1): A Chiara: la Cura - battiato
23) QUELLA CHE DEDICHERESTI A …2): A Livio: Non farti cadere le braccia - Bennato
24) QUELLA CHE PIU' TI ESTRANIA DALLA REALTA':One of these days - Pink Floys
25) QUELLA PIU' TRISTE :Hotel Supramonte - DeAndrè
26) QUELLA CHE QUANDO LA SENTI TI FA SENTIRE UN GRAN FICO: Getaway -Earth, Wind & Fire
27) QUELLA PIU' BRUTTA CHE HAI IN CASA:Body Language - Queen
28) LA MIGLIORE DI UNA COLONNA SONORA : Wise Up - Aimee Mann
29) LA MIGLIORE PER QUANDO SEI GIU’ : Let's Get lost - Elliott smith
30) LA MIGLIORE DA SENTIRE IN VIAGGIO: I heard it trough the grapevine - (versione dei Creedence però!)
31) QUELLA PER FARE CASINO: She Loves You - Beatles
32) QUELLA CHE ASCOLTERESTI MENTRE SEI NELLO SPAZIO E SI SGANCIA IL CORDONE: Faro - Elio e le storie tese (e chi ha orecchie per intendere...)
33) QUELLA CON CUI SOSTITUIRESTI "WE ARE THE CHAMPIONS": Loser - Beck
34) QUELLA CHE TI METTE ADDOSSO OTTIMISMO: Happy Togheter - Turtles
35) QUELLA CHE FA PIU' PAURA AL BUIO: L'accolita dei rancorosi - Capossela
36) QUELLA DA CANTARE SOTTO LA DOCCIA: Hold me tight - beatles
37) QUELLA PER LA TUA CITTA': che domande... Creuza de Ma - DeAndrè
38) QUELLA CON IL MIGLIOR DUETTO: Don't go breaking my heart - Elton jonh e bho
39) QUELLA CON IL TESTO PIU' ORIGINALE : Today your look, tomorrow the world - Ramones
40) QUELLA CON IL TESTO PIU' BELLO CHE HAI MAI SENTITO Tre madri - ancora DeAndrè


di RedmondBarry , alle 00:30 | commenti (9) |

domenica, 24 ottobre 2004

// amadeus
[Forman, 1984]

Uno di quei film che non mi stanco mai di guardare, splendido sotto tutti i punti di vista. E' la versione cinematografica della omonima piece teatrale di Shaffer sulla leggenda dell'assassino di Mozart da parte di Salieri, ricostruita grazie al racconto che un vecchio Salieri fa ad un giovane prete che viene a confessarlo in manicomio. L'interpretazione di F. Murray Abrahams di Salieri è una delle prove recitative più emozionanti e commoventi che io abbia mai visto ma ottimo è anche Tom Hulce nei panni di un fanciullesco e irriverente Mozart, che entra nella storia del cinema con la sua inimitabile risata che mette sulle labbra del compositore.
La storia non vuole certo essere un documentario, la verosimiglianza storica, se pur rispettata non è il motivo di interesse del film che è tutto incentrato sulla lotta interiore di salieri. I suoi fortissimi sentimenti di adorazione e odio verso il giovane genio. La consapevolezza della sua mediocrità a confronto di Mozart e la sua rabbia contro Dio per averlo tradito dopo avergli donato la sua devozione e la sua castità. Ma allo stesso tempo Salieri riconosce la grandiosità e l'ineguagliabile bellezza delle musiche del giovane compositore.
La vicenda tratteggiata a tinte scure si svolge in una splendida e ricca Vienna coperta di neve in un inverno di fine '700, tra il palazzo reale e il teatro nazionale dell'opera, la ricca residenza di Salieri e quella caotica e meno lussuosa di Mozart. Ripresa in colori caldi e pieni, mentre l'illuminazione è spesso lasciata alla luce delle candele, con scelte cromatiche che ricordano il magnifico Barry Lyndon kubrickiano. Splendidi sono anche i costumi, sia quelli aristocratici del re e della sua corte che quelli dei popolani che affollano le sale dove recitano le vaudeville.
Ma è forse la musica il protagonista principale del film, le splendide musiche di Mozart sono evocate continuamente. Spesso suonate da orchestre ma succede anche che siano dapprima canticchiate leggendo uno sparito e poi si manifestino in tutta la loro compiuta bellezza in una colonna sonora che ci immette nella testa di Salieri e di Mozart e ci fa comprendere quale sia la forza di quelle note inanimate sulla carta. Un film indispensabile, emozionante e coinvolgente. Indimenticanìbile è il commiato di Salieri al giovane prete che, venuto per consolare, si trova a dover essere consolato dal vecchio compositore:
Intercederò per lei Padre. Intercedo per tutti i mediocri del mondo. Io ne sono il campione e anche il santo patrono.


di RedmondBarry , alle 21:07 | commenti (9) |

sabato, 23 ottobre 2004

// eternal sunshine of the spotless mind
[Gondry, 2004]

Non vi dispiace vero se lascio il titolo originale? Perchè a mettere quello che hanno scelto i mai troppo disprezzati distributori italiani sembrerebbe essere il seguito del pessimo "una settimana da Dio" (citato nel trailer italiano... aagh). E probabilmente è quello che hanno pensato metà degli spettatori al cinema che a metà film (e alcuni prima) se ne sono andati schifati, proprio come era successo per "Ubriaco D'amore" Tanto meglio, dicevo io, ma in realtà, li volevo prendere a calci. Uno a uno.
Eternal Sunshine è un film sorprendente, emozionante, visivamente stupendo, concettualmente intigrante. La trama, si, dunque. Bhe, descrivere la trama non rende giustizia alla sceneggiatura. Un po' come tutte le sceneggiature di Kaufman, la nuova superstar della scrittura cinematografica. Lui parte da un'idea di per se assurda. Una di quelle che qualsiasi produttore ti riderebbe in faccia. Come entrare nella testa di John Malkovic o mettere in scena il dramma dello sceneggiatore che sta scrivendo il film che stai vedendo. Oppure come in questo caso creare uno studio medico che cancella i ricordi che non si vogliono più tenere e far in modo che un cliente, Joel, cambi idea proprio nel mezzo della cancellazione. E iniziare allora una fuga nei propri ricordi più belli o più nascosti insieme alla ragazza che già lo ha cancellato ma che si sta pentendo di cancellare.
Kaufman ci fa di nuovo entrare nella testa di un personaggio, questa volta nei suoi ricordi, lasciando così spazio al talento visivo di Gondry. I ricordi non sono banali flashback, è la realtà filtrata e modificata dalla mente. E questo si traduce per noi in uno spettacolo visivo, cromatico, scenografico;in espedienti di montaggio azzardati e al contempo credibili dato che è tutto slegato dal giogo della verosimiglianza; in giochi di luci assolutamente irreali ma bellissimi e funzionali a creare lo stato di angoscia e di confusione di questo viaggio a metà tra il sogno e i ricordi che stanno strappando via dalla memoria.
Ma dietro alle piroteciche scelte registiche e ai sontuosi ricami della sceneggiatura rimane una storia d'amore. E a interpretarla due attori, in questo caso due splendidi attori. Lui è un magnifico Jim Carrey che quando è esentato da prestazioni buffonistiche riesce a tratteggiare con bravura e delicatezza un personaggio che correva davvero il rischio di rimanere anonimo. E conferma così la mie teoria che una attore, anche se mediocre, nelle mani di un bravo regista riesce a regalare ottimi personaggi (Cage con Jonze, Sandler e Cruise con P.T. Anderson). Lei invece è una coloratissima Kate Winslet, che ammetto di aver visto poche volte dopo il naufragio con DiCaprio, ma è bravissima nella parte della vulcanica e impulsiva Clementine.
Quindi, tanto per concludere in modo banale, se avete una serata libera andate a vederlo. Sennò liberatevi e andate a vederlo lo stesso.


di RedmondBarry , alle 11:59 | commenti (11) |

mercoledì, 20 ottobre 2004

// senza fiato
nè talento

Non so se avete presente Alta Fedeltà (il libro o il film, è uguale), quando Laura trova la top five dei lavori di Rob. E' una scena molto carina. Ma non è questo che volevo dire. Non voglio neanche fare la top five dei miei lavori preferiti. Il fatto è che pensavo a una cosa. Pensavo "va che però sarebbe bello avere una testa che ti metti li davanti a una pagina bianca e le parole van giù da sole" e ogni pezzo è una cosa sbalorditiva. Di quelle che le rileggi e dici "cazzo sono un genio", di quelli che gli amici le leggono e dicono "cazzo sei un genio" di quelle cose che se poi ci credi troppo e le pubblichi su un blog di periferia ti dicono "cazzo ma quanto te la tiri". E allora pensavo che sarebbe bello essere uno scrittore di quelli coi controcoglioni, di quelli geniali, anzi no, di quelli prolifici e geniali. Che poi non ne conosco tanti ma tant'è. Di quelli li insomma. Avessi una top five dei lavori quello dello scrittore in gamba lo metterei per primo. Uno più da long-seller per intenderci. Oppure il giornalista sagace, tipo Curzio Maltese. Uno che lo leggi col sorriso sulle labbra ma che poi alla fine ti incazzi perchè "come cazzo scrive bene sto stronzo". Di quelli che piacciono tanto agli intelletuali ma anche no. Ecco, quello magari sarebbe al secondo posto della top five. Non che ho questo blog da sfigati che a nessuno frega qualcosa me compreso. Non che arrivo e scrivo le prime cose che mi escono dalle dita. Così. Mi fa ridere a me Joyce. Bella forza a scrivere senza fiato. Non è una scrittura, è una pisciata da vecchio, tanto per tenerci sul lirico. Ma che dicevo? della topfive? E' uguale, è una top2. Il fatto è che ho iniziato a scrivere questa roba perchè ero li a guardare lo schermo col cursore lampeggiante e le dita inoperose. E mi son chiesto di che scrive la gente che scrive quando non sa cosa scrivere. No perchè o uno si specializza o son cazzi. E' un bel casino dire cose che gli altri ti ascoltano parlando del più e del meno. Te adesso sei arrivato fin qua per inerzia magari, o per capire di che cazzo sto parlando ma non è che te ne freghi veramente. Ma neanche a me. Almeno quando avevo un blog di cinema scrivevo di cinema. E cazzo alcune cose son pure buone. Poi ho smesso, così perchè non ne avevo più voglia. E' perchè sei una cazzone. Vero. Ma sono anche megalomane. Peggio: megalomane e pigro. Peggio: megalomane pigro e inconcludente. E stronzo.


di RedmondBarry , alle 23:19 | commenti (16) |

mercoledì, 20 ottobre 2004

// postumi di una vita
- certe volte mi chiedo che cosa mai stiamo aspettando...
- che sia troppo tardi,madame.

Non voglio fare la recensione del disco, non ne sono capace. Direi solo: bello bello bello per ogni canzone. Lo lascio fare ad altri più competenti. Però ascoltando quest'album mi son reso conto di dover dire qualcosa, di dover fare qualcosa. Le canzoni sono belle, bellissime, forse le migliori che elliott smith abbia mai scritto. Ma non fanno gridare al genio, in realtà non fanno gridare e basta. Non ti fanno neanche parlare, ti fanno ascoltare. E' questa la forza di quest'album. Forse non è solo merito della sua musica, non so. Il fatto però che questo uomo/ragazzo si sia suicidato, e adesso, ad un anno esatto dalla sua morte la sua voce dica cose nuove fa una certa impressione. Ti costringe a stare ad ascoltare, ad ascoltarlo per la prima volta come se solo adesso le cose che canta avessero importanza, come se non fossero solo belle parole adagiate su una bella musica. Questa canzoni, queste e quelle vecchie sono elliott smith, è quello che rimane di un uomo, quello che un uomo ha voluto lasciare al posto suo. Come hanno fatto i Buckley, Nick Drake e altri che dopo averci provato han detto: no, niente, non ci riesco addio.
La cosa crudele è che solo dopo se ne sono andati abbiamo iniziato ad ascoltarli. Non perchè il suicidio sia un gesto eroico, non perchè se uno si uccide ha un messaggio da lasciare all'umanità o banalità del genere.
E' che solo dopo ti fermi a riflettere... ma cosa stava dicendo? solo dopo si trova il tempo da dedicare ad una persona, mentre prima la si liquidava con un "magari dopo". E la cosa è un po' ironica. Triste e ironica. Proprio adesso che non ha più senso ascoltare le persone, adesso che non hanno più bisogno di aiuto, adesso che non serve più capirle... proprio adesso ci dedichiamo a loro. Ora che proprio non c'è più fretta. Come quando l'amata che trascuri troppo ti abbandona. Solo quando non c'è più ti rendi conto di quanto ti manca. Quando è troppo tardi.

[on air: elliott smith . from a basement on the hill]


di RedmondBarry , alle 13:55 | commenti (6) |

mercoledì, 20 ottobre 2004

// pillole

Avete presente il raccontino che ho scritto poco sotto? Quello sul detersivo di coscienze? Bhè, non ci sono andato mica tanto lontano, solo sembra che adesso non lo facciano più in polvere ma in pillole.
Dite che quando se ne andrà Berlusconi le passerà la mutua?


di RedmondBarry , alle 11:16 | commenti (5) |

martedì, 19 ottobre 2004

// autunno caldo
[ovvero: la risposta di Montezemolo al malcontento operaio ]


di RedmondBarry , alle 14:16 | commenti (1) |

lunedì, 18 ottobre 2004

// i want to believe



di RedmondBarry , alle 23:34 | commenti (12) |

domenica, 17 ottobre 2004

// che spettacolo!

Sono davvero poche le domeniche mattine che mi vedono scattare in piedi non appena suona la sveglia, ma questa mattina avevo un appuntamento che non ptevo perdermi. Sveglia alla 6.50 e già sono teso. Mi imbuco tra il piumone e il divano giusto in tempo per il warmup. Quando scatta il semaforo sono un fascio di nervi, come tutte le partenze e il primo giro non mi aiuta certo a rilassarmi.
Poi pian piano mi rilasso, perché anche se è secondo, tanto basta, e il terzo si fa sempre più lontano. Basta che te ne stai buonino dietro allo spagnolo ed è fatta, gli suggerisco da sotto il piumone, basta che non esageri, basta che arrivi, anche dietro e il titolo è tuo.
Già, dicevo così ma in realtà era ben altro quello che mi aspettavo. D’altra parte non è che uno si tira giù dal letto all’alba di una domenica per vedere un tizio che vince l’ennesimo mondiale. Mi sono svegliato per vedere un capolavoro su due ruote, un’opera d’arte.
Come quelli che aspettano l’alba io me ne stavo al freddo di una sala ad aspettare che Valentino facesse il suo lavoro, che non è solo quello di correre sulle moto: tanti corrono, molti vincono e alcuni dominano. Valentino incanta. Qualsiasi cosa faccia ogni volta mi stupisce e mi lascia a bocca aperta. Perché non basta vincere, non basta essere il più forte per entrare nella leggenda. Bisogna avere coraggio, bisogna essere più forte delle avversità, bisogna mantenere sempre il sorriso.

Dicevano che vinceva perché aveva la moto più forte e vinceva tanto facilmente che quasi ci credevi a questa cosa, come quella volta che gli han dato 10 secondi di penalità e lui ha detto ah si? Ed è arrivato al traguardo con 12 secondi di vantaggio sul secondo. O come quella volta che si è distratto un attimo ed è andato lungo e in fondo alla fila. E allora ha detto, va bene, divertiamoci, e se li è superati quasi tutti, con una facilità è una eleganza che ti chiedevi se davvero la sua non era un’altra cilindrata. E non è andato a prenderi il primo posto perché tanto davanti c’era Loris e dominare va bene ma umiliare no. E questo uno come lui lo sa. E quindi vinceva perché aveva la moto buona e gli altri no (a parte Hayden che arrivava mezzora dopo ma questo mica importava). E allora dice: vediamo, vediamo se è la moto che va o sono io, e si scambia il posto con Barros, l’Italiano sulla Yahama che non vince un mondiale da 12 anni e il Brasiliano sulla moto che vince da sola.
Ma non bisogna aspettare molto per avere una risposta. Basta il primo gran premio della stagione, Welkom, Sudafrica, forse l’evento sportivo più emozionante cui io abbia mai assistito, che sicuramente ricorderò finchè campo, che mi ha lasciato tremante in ginocchio sul tappeto, coi lacrimoni agli occhi. E li ne ero certo, avevo assistito al successo di un uomo, alla realizzazione di un sogno, alla nascita di un mito sportivo. Non era la moto ma era l’uomo ad essere migliore di tutti gli altri. Era la volontà di un ragazzo a portare quel 46 ancora una volta davanti a tutti, davanti alle critiche, alle invidie, alle malelingue. L’aveva dimostrato: è il più forte. Punto.
E allora io mi dicevo, ha già fatto abbastanza, non pretenderà di vincere il mondiale con quella moto, quella in sudafrica è stata vinta col cuore ma in tutto il campionato mica potrà sempre star davanti alle honda, con una yamaha che tutto l’anno prima aveva solo visto un podio. Macchè, dopo aver dato uno schiaffone morale a quelli che pensavano che i Rossi si possono sostituire con i Barros e che "con quella moto li son capace pure io", ha continuato a dare mazzate quando gli altri non se lo aspettavano. Distruggendo psicologicamente un Gibernau che era convinto di avere già il mondiale in bacheca. Nello stupore di tutti Rossi e Burgess hanno trasformato una moto rendendola capace di vincere. Ma capace di vincere solo con Rossi sopra perché guardate un po’ Melandri, guardate un po’ Checa, guardate (se lo avvistate) Abe.

Quindi è per questo che mi sono avegliato all’alba questa mattina. Per vedere Valentino rimanere al secondo posto, quello della sicurezza di avere il mondiale, fino all’ultimo giro, per poi dire a Gibernau, a Iwata, a Biaggi, a tutti: ecco perché vinco, non perché faccio più punti di voi, perché sono più forte di voi e , mi spiace, ma non potete farci niente, non bastano le denunce e le bandiere gialle, non potete battermi, non finchè non lo vorrò.
E’ per questo che mi sono alzato stamattina. Perché so già che quando guarderò un gran premio fra vent’anni, magari con mio figlio, e vedrò un pilota vicere, so già che dirò... si,si, ma Valentino era un’altra cosa, e gli racconterò di quella volta che in Australia è entrato nella leggenda.


di RedmondBarry , alle 11:13 | commenti (21) |

sabato, 16 ottobre 2004

// manhattan



You know what you are? You're God's answer to Job, y'know? You would have ended all argument between them. I mean, He would have pointed to you and said, y'know, "I do a lot of terrible things, but I can still make one of these." You know? And then Job would have said, "Eh. Yeah, well, you win."
[Allen 1979]
di RedmondBarry , alle 16:24 | commenti (1) |

sabato, 16 ottobre 2004

// dedicato a livio



di RedmondBarry , alle 13:20 | commenti (1) |

giovedì, 14 ottobre 2004

// salone nautico
[post rancoroso]

A Genova in questi giorni è in scena il Salone Nautico. Io, il Salone Nautico, l'ho sempre odiato. ma non è che odio solo il Salone Nautico perchè sono un geovese gretto e chiuso al turismo. Odio proprio tutto il mondo nautico; chi va in barca, chi fa le barche, chi ha le barche. Tutto il cazzo di settore nautico. E qua a Genova è pieno. Che fare? Prima di tutto una ripassata di Napalm sullo Yacht Club nei giorni di gala. E poi passo io con la pistola a finire chi si muove ancora.
Io non so se avete presente il tipo da barca: capelli mossi, vagamente abbronzato anche a febbraio, occhiali da sole, anche quando piove, giacca da barca, scarpe da barca, sorriso smagliante, battuta pronta. Li prenderei a ginocchiate. Tutti. Invidia? Forse.

Tutto questo per dirvi che ieri sono andato al salone nautico. Avevo degli ingressi omaggio (come tutti i genovesi), la mia bella lavora li come parecchi altri miei amici e io avevo un pomeriggio libero.
Come entro mi trovo assiediato da tipi da barca in verione buisness: giacca e cravatta belle elganti... scarpe da barca e occhiali... con il cielo totalmente coperto. e poi ovviamente barche, tante, Yacht enormi, giganteschi, galattici. Tutti belli in fila a vedere chi ce l'ha più lungo. Perchè poi, diciamocela, quello è. Una gara a chi ce l'ha più lungo. Chi ha più soldi li mette bene in mostra, sennò a che serve averli?
Ed è allora che mi sembra tutto così stupido. Tutta quella gente che girava tra yacht immensi, facendo la fila per farci un tour sopra, recuperando brochures a destra e a manca. Ma quanta di quella gente potrebbe permettersi una roba di quella. Un rapporto tra il reddito medio dei visitatori e il costo medio di una barchetta quanti di quelli potrebbero comprasi qualche cosa? anche solo un gommoncino? Pochi direi, molto pochi. E allora? che cazzo vanno a fare li? A vedere delle barche che non potranno mai comprarsi? A vedere quelli che ce l'hanno più lungo e a dire "cristo come ce l'hai lungo!"... e per di più pagando un biglietto!! Devi pagare per rosicare!! Questo è l'assurdo, sganci dodici euro per costruire e allestire i giocattoli dei celounghisti dal capello mosso e occhiale di prada.
Io più che giravo e più che incazzavo. Mi sembrava umiliante. Non tanto non avere i soldi per permettersi quei giocattolini ma stare li ad osservare invidiosi la ricchezza degli altri. Come quelli con le ferrari fermi al semaforo. Non guardate la ferrari! mai! non dategli soddisfazione! non fate godere i celolunghisti!

p.s.: nonostante l'altissima concentrazione di Yacht da qualche milione di €uri ho deciso di assegnare il premio celhopiùlungoio! a colui che acuisterà questo orribile gommone da 15 metri a 600'000€. Congratulazioni


di RedmondBarry , alle 16:21 | commenti (8) |